La città è il nostro nascondiglio

La città è il nostro nascondiglio
per noi che rincorriamo qualcosa, che scappiamo
ad una storia già scritta

forse abbiamo troppa fantasia
forse abbiamo paura di crescere
forse solo troppa confusione

la città è il nostro nascondiglio
dove liberarci dei vecchi vestiti
senza più maschere, capire chi siamo

giungono voci
di compagni di scuola già sposati
c’è chi ha pure dei figli

forse abbiamo troppa fantasia
forse abbiamo paura di crescere
forse solo troppa confusione

la città è il nostro nascondiglio.

 

 

 

***

 

 

 

Credo

Credo che i giorni ci abbandonino
e le cicatrici chiedano sempre baci
(anche se la gente spesso non lo capisce);
credo nella Parigi che non c’è mai stata
nello splendore che non ha spazio ne tempo;
credo che ogni emozione scuoti il mondo
come un giocattolo nelle mani di un bambino;
credo che i pensieri viaggino anche senza parole
senza occhi
e che viaggino lontano, molto lontano..

c’è qualcosa
sospeso nell’infinito delle stelle
sedimentato nella storia della vita
qualcosa che non è stato ancora spiegato
che non trova formule chimiche

credo nella bellezza più di ogni altra cosa

 

 

 

***

 

 

 

Mi chiedi cosa sto facendo

mi chiedi cosa sto facendo:
leggo, scrivo
studio disordinatamente

costruisco grattacieli
ma senza vetri e porte
che non riesco ad abitare

 

 

 

***

 

 

 

 

Un artista

Un artista è un uomo confuso.
Un artista è un uomo che chiede di essere amato.
Un artista è un uomo che rispetta la morte.
Un artista è un uomo che ha fame
e fa la fame
molto spesso, nove volte su dieci
ed è costretto ad indossare i panni di qualcun altro
per anni
a volte per sempre.
Un artista è dio.
Un artista è un pagliaccio.
Un artista è un folle.
Un artista è una prostituta.
Un artista è un bambino che piange.
Un artista è un bambino che ride.
Un artista è un uomo che si fa domande
che interroga anche le stelle
i fiori
il vento
che chiama a testimoniare la luna se necessario
il sole
le nuvole
che ascolta il silenzio
i colori
il dolore dietro un sorriso
e che chiede la parola
anche dove non gli è permesso
anche se nessuno glielo ha chiesto.
Un artista è un artista 
anche senza baci
senza applausi
anche se non c’è nessuno che lo ascolta.

 

 

***

 

Nascosto dietro una sigaretta

Ci sono giorni in cui la strada non è tua
non è tua la città;
nascosto dietro una sigaretta
non c’è che lasciare il posto ad artisti di seconda fila
ad una sposa vestita di bianco
ad una giovane coppia
con più parole da dirsi

 

 

 

***

 

 

 

Serata “delicatesse”
(canto notturno con il sole che bussa alle persiane)
 

1

datemi un corpo
un corpo da accarezzare
è la serata “delicatesse”
serata chimica, di sguardi e di tamburi
e io ho tanta voglia di tenerezza
-  ancora una ciucciata
ancora un’altra
non voglio uscire da questo mondo
lasciatemi tra queste luci
lasciatemi tra questa musica
ma datemi un corpo
un corpo da accarezzare
ho tanta voglia di tenerezza
- devo far scivolare le mie mani
devo far scivolare le mie mani
bendatemi
portatemi dove volete
ma lasciate scivolare le mie mani
è la serata “delicatesse”
serata chimica, di sguardi e di tamburi
e io ho tanta voglia di tenerezza

troppa voglia di tenerezza.
 

2

mentre voi lasciate scivolare il vostro amore chimico
mentre voi vi aggrappate ad un corpo vicino
io sono rimasto solo
ma la mia amante notturna è arrivata
candida e profumata;
sorrido – mentre non è più notte
mi succhio il pollice
mi accarezzo i capelli
la mia amante notturna è arrivata
è candita e profumata
la mia amante notturna è arrivata

 

3

puoi portarti a letto mille donne
puoi vincere mille partite
puoi urlare il tuo orgasmo al mondo
ma la poesie è immortale
più delle donne
più delle partite
più degli orgasmi
rimane lì
piantata nella storia
e passano le stagioni
e passano gli anni
e passano le mode
le guerre, le abitudini
e la poesia rimane lì
piantata tra di voi
e io morirò
e tu morirai
e le nostre emozioni verranno seppellite
tra stralci di memoria
e così le nostre lacrime
e così i nostri sogni
ma la poesia rimane
rimane lì
piantata nella terra
e cresce
cresce
sempre più rigogliosa
sempre più rigogliosa
 

4

e adesso arrivo a te
come parlarti non lo so
ma sono in alto
e ti riesco a guardare

ricordati del nostro amore
ricordati dei nostri travagli
ricordati delle nostre debolezze

siamo egoisti
siamo vanitosi
siamo sciocchi e anche un po’ permalosi

ma tu ricordati del nostro amore
ricordati dei nostri travagli
ricordati delle nostre debolezze

adesso sono in alto
e ti riesco a guardare

tu ricordati del nostro amore
tu ricordati dei nostri travagli
tu ricordati delle nostre debolezze
 

5

giro in mutande per la casa
fuori è arrivato il sole
ma io non mi voglio risvegliare
bevo
mi accendo una sigaretta
sono troppo felice per risvegliarmi
ho troppa voglia di parlare
ho troppa voglia di giocare
fuori è arrivato il sole
ma io sono troppo felice per risvegliarmi

troppo felice per risvegliarmi
 

6

dei passi silenziosi nel cortile
un motore che si accende
poi quel rumore che si allontana
e io sbircio tra le persiane
questo mondo che riparte:
i colori della natura
i rumori della civiltà
a pensarci
è quasi un miracolo
 

7

Faccio le smorfie a Neruda
a Garcia Marquez
a Hikmet
a Bukowski
tocco la spalla a uno
poi all’altro
faccio l’occhiolino
poi una battuta
e nessuna prigionia
nessun esilio
nessuna guerra
nessuna povertà
che ci accomuna
ma solo la vita
sempre la stessa
sempre enigmatica
sempre problematica
e sempre una voce
sola
isolata
che si alza
piano piano
piano
piano

 

8

sì, grattati la testa
fai girare questa sigaretta tra le mani
e la tua serata, lo sai
e non ti sembra quasi vero
nuovamente qui a battere tasti
mentre il mondo è preso con le sue complicazioni
con il suo incessante formicolare
e tu, qui, semplicemente seduto
a ridere di tutto questo
a scrivere di tutto questo
come se ciò non ti appartenesse
come se potessi scivolare in eterno
su questo filo d’acqua immaginario

presto cadrai
vedrai
presto cadrai

 
9

adesso c’è troppo sole
troppi rumori
il mare è una mano che si ritira
che ritorna a nascondersi
è un bacio dal sapore strano
ne dolce ne amaro
è pesantezza di luna piena
no, è solo una borsa per terra
le scarpe sparse in giro
voglia di dormire

 

 

 

***

 

 

 

Non posso darti quello che tu mi chiedi

non posso darti quello che tu mi chiedi
perché se stanotte guardiamo il cielo assieme
io vedo l’infinito della vita
tu
la nostra coperta di stelle

 

 

 

***

 

 

 

Milano

Milano è una puttana dalle calze smagliate
la gonna corta
il rossetto un po’ sbavato:
di notte, una regina.

 

 

 

***

 

 

 

Cieca

Cieca ai miei silenzi
cieca alle mie bugie
alle mie battute taglienti,
ti aggrappi a me con tale forza
da non trovare il coraggio del rifiuto:
perché sei così ridicola
così tremendamente tenera?

 

 

 

***

 

 

 

L’ho vista per la prima volta su una autostrada assolata

L’ho vista per la prima volta su una autostrada assolata:
era un auto accartocciata
delle luci lampeggianti
la gente attorno che guardava.

Ma non avevo capito.

Poi si è nascosta per anni
dietro alle parole
alle immagini dei giornali, della televisione.
L’avevo quasi dimenticata
quando è riapparsa all’improvviso:
e stavolta era un silenzio
un vuoto inimmaginabile.

Solo allora ho capito:

la mia vita la tua vita
il tempo:
è tutto da agguantare
è solo da fuggire

 

 

 

***

 

 

 

immaginarsi un amore

quasi con piacere accolgo quest’influenza;
il the bollente nella tazza
il dolce appisolarsi sul divano
- immaginarsi un amore
tenero
assoluto
con cui fermarsi dal mondo
e lasciarsi curare

 

 

 

***

 

 

 

aspettando la scintilla

cerco le parole
ritagliandole dai giornali
dai muri, dai discorsi più strani

rubo dai libri

assorbo immagini
televisioni, internet – mi lascio contaminare

poi ci vuole della buona musica
ad accompagnare le ferite, gli schiribizzi del pensiero
l’eco distorto di dolci momenti

e una sigaretta accesa
per prendere tempo

aspettando la scintilla

 

 

 

***

 

 

 

Autoritratto

come una villa, disabitata
non ancora finita

io ambisco al grande
ho colonne corinzie

ma attorniato da rovi
i fili di ferro, ancora che spuntano..

 

 

 

***

 

 

 

leggerezza

che bello -  seduto
ad ascoltare musica
la sigaretta appena accesa
un bicchiere di cocarum in mano -
mentre aspetti
 la tua ragazza chiusa in bagno
..e ci mette una vita
una vita
solo per te
solo per te..

 

 

***

 

 

 

Un gigante di vita

Era giorno
e la tua mano tremava
tremava
da non potersi vedere

mi vedevi?
mi ascoltavi?
“Ho letto alcuni dei tuoi libri..
Ti ho visto in televisione..”

Poi la notte ti ha ingoiato:
nel tuo regno di bicchieri finiti
nel tuo covo di amici e conoscenti
gigante, barcolli tra i tavoli

e poi mi abbracci
con tanto calore
da farti sentire solo
nell’universo

 

 

 

***

 

 

 

Mi piacciono i luoghi di passaggio

Mi piacciono i luoghi di passaggio
mi piacciono i porti, gli aeroporti
le hall dagli alberghi;

le grandi stazioni sono le mie preferite:

tutta quella confusione piena di baci 
di sigarette accese

la voce metallica che arriva all’improvviso
il tabellone dei treni che si aggiorna di continuo

e c’è sempre qualcuno che aspetta la sua ragazza
nascosto
e nessuno lo sa
nessuno, fino all’abbraccio

 

 

 

***

 

 

 

Mentre Ulisse entrava ad Itaca

Odiavo le poesie, le odiavo
perché dovevo impararle a memoria
e poi erano astruse, noiose
lontane da me;
e mentre Ulisse entrava ad Itaca
mentre Virgilio vagava nella selva
dal mio banco la sfioravo con lo sguardo
e mai, trovavo le parole..

 

 

 

***

 

 

 

E mi arriva il tuo messaggio da lontano

e mi arriva il tuo messaggio da lontano
ancora nel letto
ancora assonnato

poi richiudo gli occhi
e ti abbraccio ti abbraccio
quasi da piangere

 

 

 

***

 

 

 

Sbarco in Normandia: 6  minuti al lancio

6 minuti al lancio
e sapere che tutto può finire
5 minuti al lancio
e ricordare chi ti ha voluto bene
4 minuti al lancio
e ascoltare il ronzio dell’elica
3 minuti al lancio
e capire che tutto è così assurdo e bello
2 minuti al lancio
e scoprire la paura di morire
1 minuto al lancio
e pregare come non si è mai fatto
30 secondi al lancio
e guardare il volto del tuo compagno per farsi coraggio
15 secondi al lancio
e respirare
10 secondi al lancio
e poi 5
e poi 2
e poi nulla

solo buio

 

 

 

***

 

 

 

La solita tragedia delle storie che finiscono

Ti sei aggrappata fino all’ultimo
tenera e ridicola

e adesso che hai deciso di aprire gli occhi
non accetti nessuna spiegazione

mi accendo una sigaretta
mentre le tue parole corrono al telefono

poi un’altra
un’altra

parole
parole..

e dici che è triste
così triste

usi le persone come stracci
non hai coraggio

il tuo problema è che hai paura dei sentimenti
è inutile che metti le mani avanti

e sei ancora lì ad aggrapparti
disperatamente

con quelle parole avvelenate
che lascio consumare.

Poi arriva il silenzio
pesante
che fa più male

ed è la solita tragedia delle storie che finiscono
dove nessuno vince
e qualcuno piange

 

 

 

***

 

 

 

E’ l’anno 2009

E’ l’anno 2009
non si vedono dischi volanti
la fantasia non è al potere.

E’ l’anno 2009
sui giornali, nelle strade
l’eco che c’è la crisi.

 

 

 

***

 

 

 

Se stanotte guardi il cielo

Se stanotte guardi il cielo
non vedi stelle
la luna, anche quella è nascosta:
c’è solo una coperta scura 
e tu
che non ti fai sentire

 

 

 

***

 

 

 

Ma è ancora notte

e sgattaioliamo furtivi
fuori da quell’appartamento
dove abbiamo coltivato i nostri vizi
abbandonandoci ad ogni tentazione

le dieci di mattina:
piove sulla città
ingorghi per le strade
verso le luci al neon degli uffici

ma è ancora notte
ancora smascelliamo
la sigaretta in bocca
le gambe che cedono.

Poi è veramente giorno:
appagato, pulisco casa
e accendo, senza pretese
la televisione. 

 

 

 

***

 

 

 

Disfando la valigia

Ho dimenticato lo spazzolino da denti
(come al solito)
sicuramente almeno un paio di mutande
(finiscono sempre nei posti più strani)
e anche qualche calza
(spaiata, ma questo è naturale..)

Disfando la valigia non mi manca altro

e invece mi manca tutto
specialmente tu..

 

 

 

***

 

 

 

si è seduta accanto a me

si è seduta accanto a me
silenziosa, incolore
in questa giornata di televisioni accese
dove piove anche sui ricordi
sui progetti vicini e lontani
e non bastano più i libri, né le telefonate con gli amici

mi alzo, apro la finestra 
accendo una sigaretta volgendole le spalle:

buongiorno tristezza

 

 

 

***

 

 

 

Il tavolo in salotto è disseminato di libri

Il tavolo in salotto è disseminato di libri, riviste
fogli, foglietti e giornali;
lei come al solito brontola
urla, si incazza
e non capisce
che è il caos la nostra forza
la nostra unica salvezza

 

 

 

***

 

 

 

Icone pop

Vorrei intervistare Bin Laden
per chiedergli la sua versione dei fatti:
dei suoi amici americani, quanti soldi sono girati
e se si sente un po’ una star
come James Dean e Marilyn Monroe

o magari invece è stanco
di tutti questi riflettori:
“mi hanno usato, riprodotto..
mi guardi, soffro ai reni, non so che fare
non riesco neanche a farmi visitare..”

 

 

 

***

 

 

 

Mi sembra di essere ad un carnevale

Quando capito tra le poesie
    su internet
    nelle riviste di settore
    nei libricini auto-pubblicati
    nelle piccole antologie auto-celebrative
         pagine e pagine di piagnistei
         di versi incipriati
         senza stomaco
         senza genitali
         senza una risata
         così astrusi
         così noiosi
         così inutili
il più delle volte mi sembra di essere ad un carnevale:
Tu, da chi ti sei vestito? – mi sento domandare
Io da zorro, e voi?
Da poeta, non si vede?

 

 

 

***

 

 

 

Vivere

Vivere:
è sempre tutto da capire
è sempre tutto da riscoprire.

 

 

 

***

 

 

 

C’è qualcosa che manca in questa notte

C’è qualcosa che manca in questa notte
e mentre ascolto Beethoven, sonata al chiaro di luna
arrivo con un fiore da te
un girasole che nascondo fino all’ultimo;
lo  poso nella notte
magari sotto un albero
o nei pressi di una panchina;
o forse lo lascio cadere
 ma non qui, molto lontano
dove il pensiero mi ha portato stanotte;
poi mi allontano lentamente
e tutto è silenzioso
senza lacrime
né rimorsi