La nuova copertina la puoi decidere tu
Innanzitutto volevo ringraziare le molte persone che hanno dimostrato interesse al mio annuncio. Questa pagina non sarebbe nata senza di voi. Le vostre domande, i vostri contributi, mi stanno aiutando ad orientarmi.
Siccome ho ricevuto numerosissime email credo che sia necessario una premessa.
Io a questo romanzo sono veramente legato (ma veramente tanto). Altrimenti non mi sarei così sbattuto in passato per promuoverlo ne avrei cercato di rilanciarlo con una nuova veste grafica (pubblicando appositi annunci).
Ora: nella mia ingenuità (stupidità?) credevo che – vista la remunerazione simbolica di 180 euro in controvalore di libri (dietro a questa scelta è nascosto un universo, se mi capite)- avrei ricevuto pochissime risposte. Perché nella mia ingenuità (stupidità?) pensavo che quelle poche persone che non mi avessero ignorato all’istante (o mandato a cagare), avrebbero pensato: “L’idea è carina. Vediamo un po’”. Allora si sarebbero portate sul mio sito, si sarebbero informate meglio su quanto avevo scritto (purtroppo non potevo pubblicare un annuncio di 3 pagine), avrebbero annusato un po’ l’aria. E se quanto leggevano, vedevano, non gli dispiaceva, avrebbero pensato: mah sì, scarichiamo questo romanzo e vediamo se mi fa schifo o meno.
Diverse persone hanno fatto tutto questo. Altre no. Prima di proseguire vorrei scusarmi con quest’ultime se il mio annuncio fosse stato poco chiaro o fuorviante (purtroppo non potevo pubblicare un annuncio di 3 pagine).
Credo che l’annuncio sia dedicato a quelle persone che:
- credono che leggere un romanzo, se incontra il proprio gusto, può essere un piacere (e non un lavoro).
- credono che il romanzo possa valere
- desiderano mettersi alla prova. Perché magari hanno talento e stanno scalciando per mettersi in mostra. Perché anche se hanno già trovato uno spazio, l’iniziativa li solletica. Gli piace mettersi in discussione. O magari perché credono che da cosa nasce cosa, e chissà.
Non chiedo a nessuno di lavorare una settimana ad una illustrazione solo per me. Se per interesse e gusto arrivate a finire il romanzo, magari vi farebbe molto piacere provare a pensare alla sua copertina. E date una vostra idea, indicate un’immagine per voi adatta, buttate giù una bozza, una grafica, sfruttando la vostra sensibilità e le vostre capacità artistiche. E lo fate innanzitutto per voi, perché credete che possa aiutarvi a crescere artisticamente. (Io ragiono così: forse bene, forse male. L’anno scorso ho scritto una sceneggiatura teatrale senza sapere se venisse poi rappresentata o meno. Una persona che aveva letto il mio romanzo mi ha detto: mi piacerebbe trasporre questo diario. ho pensato a te. Hai voglia di provarci? Non ho preso una lira, l’ho fatto per mettermi alla prova. Adesso questo spettacolo sembra che si farà. Ora un’altra persona mi sta chiedendo di aiutarlo in un libro sui Pink Floyd. Si inizia così)
Fine della premessa.
Questa pagina (da questo punto in avanti) è per quelle persone che condividono (se non totalmente, almeno in parte) il mio pensiero. A loro mi tolgo il cappello. Qui sotto troverete una serie di appunti, riflessioni e contributi (miei e Vostri) per quanto riguarda questa famosa copertina.
Alcune riflessioni che credo siano importanti:
A) Credo che bisogna tenere sempre presente una cosa: che la copertina di un romanzo deve sì guardare all’opera, ma anche al pubblico di riferimento. E’ un equilibrio difficile da trovare.
Nota. Alcuni giorni fa, con un amico fotografo, siamo andati alla Mondadori in Piazza Duomo. Abbiamo trascorso un paio di ore solo ad osservare le copertine, a commentarle. Ho capito veramente che dietro a molte di quelle immagini, a quei titoli, c’è il lavoro di un prestigiatore. Forse prestigiatore no: ma di un Grandissimi Creativo. Salvo le dovute eccezioni è difficile trovare libri pubblicati da grandi case editrici con copertine brutte.
B) Un’altra cosa importante da tenere in considerazione. La copertina di un libro generalmente ha le dimensioni che si avvicinano ad un A5. E deve farsi notare ad una distanza anche superiore al metro. Nella giungla.
C) Leggere il romanzo è importante per una serie di motivi:
1) Perché come accennavo prima, se il romanzo non incontra il vostro gusto, il vostro interesse (non ho certo la presunzione di piacere a tutti) è meglio lasciare perdere. Non ci sono veri soldi da guadagnare. Solo un po’ di spazio, e se l’opera non vi piace, cosa ve ne fate di uno spazio in uno posto che non vi piace. Perché collegare il vostro nome a quell’opera, visto che non è neanche così famosa?
2) Per capire con la propria testa che tipo di opera sia.
3) Per capire con la propria testa quale può essere il suo principale target.
4) Perché magari alcune vostre idee, alcune suggestioni sulla nuova copertina sono diverse dalle mie, e vincenti (quindi migliori).
D) Quello che succederà.
Ognuno leggerà il romanzo in maniera differente (in base ai propri stereotipi, alle proprie convinzioni su se stesso e su quello che ci circonda). Ognuno proporrà delle immagini, delle grafiche diverse.
Questo sarà molto interessante. Per me, e per voi che avrete modo di vedere come lo stesso libro abbia solleticato idee diverse. Io già anticipo che non ci potrà essere un giudizio assoluto di merito. Se sceglierò un lavoro invece di un altro sarà in base a criteri in parte soggettivi.
Mi piacerebbe però dare visibilità anche alle copertine, grafiche non scelte. Non faccio promesse. Si vedrà.
E) Il valore delle mie suggestioni
E’ chiaro che io ho delle suggestioni. Ma deve essere altrettanto chiaro che alcune possono essere smentite dai vostri lavori, dalle vostre idee. (mi piacerebbe infatti che combattiate per i vostri lavori, spiegando perché avete scelto di lavorare in quella maniera invece che in un’altra) Magari inizialmente un vostro lavoro non mi convince, però qualcosa dentro di me l’ha smosso. Poi succede che un altro lavoro visto in seguito ha smosso qualcos’altro. E magari succede che quel vostro lavoro che non mi convinceva, adesso mi convince di più. Capite?
Nota: che la copertina di questo romanzo non dovrà essere un fumetto, o un manga, questo penso che sia chiaro a tutti quelli che lo leggeranno. O che non dovrà esserci una statua greca, o un quadro rinascimentale.
Qui di seguito riporterò i contributi, le note, le riflessione, che di volta in volta arriveranno, da me e da Voi.
Vi informo quindi che se mandate del materiale, verrà condiviso. Quindi magari mandatemelo in una risoluzione non troppo alta. Se volete filigranare l’immagine, metterci la vostra email, il vostro numero di telefono, insomma, fate come preferite. Sappiate che verrà reso pubblico.
Informazioni generali. (Dimensione, tempi di consegna, formato della copertina)
La vecchia copertina di Dove danzano gli angeli. Perchè quella foto.
Perchè voglio cambiare la copertina e le suggestioni che ho sulla nuova
Bozze ricevute:
1.
2.
5. (19-11-11). Questa immagine molto bella mi è stata mandata da Fabis. Non è adatta alla copertina del romanzo, ma mi ha colpito ( e non solo perchè è una rielaborazione di un quadro di De Chirico, che io amo). Si avvicina in qualche modo alle mie suggestioni. Parliamo di alcuni colori, soprattutto. Altra indicazione utile. Perchè non si presta alla copertina? Per decine di motivi, uno dei quali – su cui voglio porre la Vostra attenzione: E’ un’immagine troppo ricca.. credo che l”immagine di copertina debba avere più respiro (spazi vuoti, ma non bianchi)
Credo che prima di buttarsi a capofitto in una illustrazione è importante pensare bene a questo maledetto mood. Io ho cercato di snocciolare idee (ho scritto delle pagine, ho portato degli esempi].
Riassumendo:
SI: femminilità, intimità, indefinito, autorevolezza, colorato, arioso..
NO fantastico, spirituale, infantile, classico, geometrico, angosciante, pesante..
Potete farlo anche voi. Perché magari mi sbaglio.
Se mi proponete un’illustrazione, una grafica, dovete credere nel vostro lavoro. Perché un artistica deve sempre combattere per il proprio lavoro. L’affermazione dipende anche da questo. Dimostrate di avere la piena consapevolezza di quello che avete fatto. Dimostrare che il vostro lavoro è migliore di altri. Ho ricevuto decine di contributi, ma quasi nessuno ha accompagnato il suo lavoro da una presentazione. Quasi nessuno ha combattuto per quello che ha fatto. Fatelo.
Ma non oggi. Fatelo sempre.
Siete degli artisti.
Dovete combattere.
Quando ricevo una vostra grafica io faccio così: mi metto ad un metro di distanza dal monitor del computer e la apro. Vi concedo un secondo per catturarmi. Non di più.
Se la vostra grafica non mi ha colpito in un secondo, io chiudo il file. Poi magari lo riapro, per darVi una risposta. Come ho fatto con Ilaria, scrivendo queste considerazioni.
Perché voi quanto tempo dedicate ad un immagine pubblicitaria che incontrate per strada? E se entrate in una libreria con migliaia di libri, quanto tempo dedicate a scrutare una copertina? Non più di un secondo. Boom! O un’immagine attrae la vostra attenzione o non la attrae. Se l’attrae, allora forse gli dedicherete più tempo. Magari prenderete il libro in mano. O rimarrete ad osservare quella pubblicità per diversi minuti. Ma quell’immagine ha avuto meno di un secondo per catturarvi. Dietro magari c’è il lavoro di mesi. Studi semiotici. Anni di esercizio. Magari non riuscite neanche a cogliere tutto il lavoro che c’è dietro. Trovate che ci sia un uso magistrale dei colori, che la composizione sia ottima, etc..
Tutti i fotografi lo sanno. Il grosso lavoro di un fotografo sta nel selezionare le proprie foto. Capire quelle valgono e quelle che non valgono. Quelle da pubblicare, quelle da buttare e quelle da lasciare nel cassetto.
Perché è molto difficile valutare il proprio lavoro artistico. Terribilmente difficile. Sì è troppo dentro per poterlo veramente vedere.
Ma un minimo di selezione va fatta. E’ necessaria. Per essere presi sul serio. Un giorno un mio amico fotografo mi ha detto questo. Era appena stato da Vogue.
“Loro fanno così. Guardano 10 foto che gli proponi. Magari 9 foto gli piacciono. Magari tra queste, 5 gli piacciono veramente tanto. Ma se ne trovano solo una che stona (che a loro avviso stona con le altre), ti mandano a casa.“ Spietati.
Capite l’importanza di imporsi una selezione del proprio lavoro?
Se mi mandate 5 grafiche completamente diverse per mood, io cosa posso pensare? Posso veramente essere convinto di un Vostro lavoro, anche se ha catturato la mia attenzione? E’ difficile.
Quando io dovevo selezionare delle mie foto per una mostra fotografica, facevo così.
Le posizionavo ad un metro, due metri di distanza, da dove mi trovavo. Poi chiudevo gli occhi. Li riaprivo e li richiudevo.
Concedetevi un secondo.
E’ già abbastanza.
28-12-11. IL PUNTO DELLA SITUAZIONE.
Da un po’ di giorni non aggiorno questa pagina. Eppure ho ricevuto numerosi contributi. Ho scritto molte lettere, discusso a lungo.
Cerco ora di fare un punto della situazione.
Ho compreso che non bisogna fissarsi troppo su certe immagini. Si parlava di farfalle, precedentemente. Mi sembrava una buona idea. Mi sono arrivate molte grafiche piene di farfalle, quasi non ne potevo più di farfalle. Anche l’idea di quelle gambe che si allontanano, mi sembrava una buona idea. Con quella ragazza abbiamo cercato per giorni gambe femminili. Poi ci siamo detti: no, ci stiamo troppo fossilizzando.
Quello che è importante, quello che bisogna sempre ricordare sono le impressioni generali. La copertina deve trasmettere femminilità, intimità, innanzitutto. Ci deve essere anche spazio (silenzio). Non deve essere qualcosa di astratto, di etereo. Dovrà essere colorata. Lì, bisogna sempre ritornare. Altrimenti si inizia a pensare solo alle farfalle, e le farfalle diventano più belle, sempre più belle e poi quando vedi l’ultima copertina dici: ma che belle farfalle.. e l’immagine ti colpisce, ma poi ci pensi sopra bene e ti accorgi di esserti allontanato dal libro, dalle tue sensazioni, quasi che l’immagine di copertina abbia viaggiato da sola..
Un’altra cosa che ho capito è che la copertina non si può costruire per collegamenti logici. Tutta a tavolino, per capirci. Ci metto questo elemento perché trasmette questo + quest’altro elemento perché trasmette quest’altro e via..
Perché 1+1 non fa 2.
Guardateli questi numeri. Guardateli come segni. Come se fossero immagini. Se accostiamo un 1 ad un altro 1 cosa otteniamo? Otteniamo 11. Non 2. Il 2 è un altro segno. Un’altra immagine. E’ fatto di una piccola linea retta orizzontale più una sorta di uncino.
Credo che quello da fare sia cercare il due. Il due è un’immagine, un’immagine che qualcuno ha creato magari senza starsene lì a fare chissà quanti ragionamenti. Magari è una foto. Camminava per strada e all’improvviso ha scattato una foto, così, perché quello che stava vedendo gli piaceva. E quell’immagine è un 2. (un due col puntino). E allora magari io prendo quel due col puntino e siccome sono un grafico e a me serve il due non faccio altro che togliere quel puntino.
Oppure quell’immagine è un punto di domanda ? E io cerco di raddrizzarlo un po’ quel punto di domanda, cerco di farlo diventare un 2. Magari mi viene, magari no, perché è più facile trovare un due col puntino e togliergli il puntino che tirare fuori un 2 (due) da un ? (punto di domanda). Ma magari il due col puntino non si trova e quel punto di domanda corretto è molto bello. E domani guardando quel punto di domanda corretto ci troviamo a dire: era questo il due. Sì, era questo. Capite? (se non capite purtroppo vuol dire che siamo molto lontani. Oggi non trovo modo migliore di spiegarmi.)
Da alcuni giorno sono alla caccia di immagini. Una caccia vera. Su flick, getty image, siti di foto, poster, arte, interrogo google, cerchi di porre le domande più opportune. Poi magari non si trova l’immagine che speri, però fai begli incontri. Ieri ho incontrato su flick Gabriele Pellegrini. Tanto di cappello ad alcune sue foto. Una la trovate qui. Mi fa impazzire questa foto. Non è un due, neanche un due col puntino, purtroppo. Ma che foto! Quanta femminilità, quanta intimità, quanta sensualità! Mi sono chiesto se è un punto di domanda. Forse non è neanche questo.
Come sono capitato da lui? Baricco scrisse in un romanzo ““Non c’è in nessuna donna tutta la donna che c’è in un tacco a spillo perso per strada..” E allora prima cacciavo le gambe femminili (ma quante belle gambe madama dorè, ma quante belle gambe! - Ma quante belle farfalle madama dorè, ma quante belle farfalle!). Poi mi sono messo a cercare “donna di spalle che cammina”. In quella donna di spalle che camminava ci dovevano essere tutte le donne (o quasi) e altro ancora. Ancora niente. Allora ho cercato qualcosa che fosse intimistico. Vai su google: foto intimistiche, fotografi intimistici, quadri intimistici etc.. etc.. niente. Getty image, all poster, e altri siti di immagini. Poi vado su flick, ricerca. Vai con le gambe, donne dettagli, donne particolari, intimità, donne di spalle, donne che camminano, nudi, .. poi penso: proviamo “ragazza letto”. E sono finito da Gabriele Pellegrini. Oggigiorno più che in passato, più che il sapere, conta il fare le giuste domande. E il sapere arriverà. Quattro ore di ricerca per arrivare a lui. Beh, è un po’ una conquista.
Ora. Avevo dato come termine dell’iniziativa la fine dell’anno. Ho ricevuto buoni lavori ma nulla che veramente mi convincesse. (dico io, però ho più occhi che guardano i vostri lavori). Qualcuno di voi è molto dentro, l’ha presa come una missione. Professionisti. Persone che a volte hanno poco tempo perché finiscono di lavorare in studio alle 20. Per questi folli, l’iniziativa va avanti. Se non altro finché non saremo esausti. Perché ci accorgiamo che tutto questo lavoro, tutta questa strada ci sta portando da qualche parte. Non sappiamo ancora bene dove, ma un giorno
sicuro
lo capiremo.
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28-12.11. Voglio fare un PUBBLICO RINGRAZIAMENTO a Laura Sauchelli. E’ una delle folli di cui parlavo. Una che appena avevo pubblicato l’annuncio mi ha risposto con grazie e professionalità. Una che ha talento. E pazienza. E sa ascoltare. E mi sopporta. Qui trovate alcune delle sue grafiche. Con cui sta lottando (assieme a me).
Grazie ancora.