I am back

5 novembre 2011

Sono tornato dalle vacanze (o per la precisione: lavoro all’estero retribuito, un lusso ormai, come le vacanze).
Ho un nuovo progetto (sono di nuovo incinto).
E ho cambiato foto (la foto di presentazione del sito, quella che avete incontrato entrando).

Del nuovo progetto non ho ancora voglia di parlarne.
Se invece ho cambiato la foto un motivo c’è. Io non sono uno che cambia la foto del profilo di facebook ogni giorno (sono piuttosto pigro). E qui non ci troviamo sul mio profilo di facebook (dove sono un semplice spettatore poco convinto). Qui ci troviamo a casa mia. E cambiando la foto di apertura è come se avessi voluto cambiarne l’arredamento, in un certo senso. Ho spostato un quadro, diciamo. Il primo quadro che incontravate aprendo la porta. Non è qualcosa di poco.

Scegliere una foto che ci rappresenti è sempre dura. E’ dura perché molto spesso non abbiamo a disposizione la foto che vorremmo. Ma è dura soprattutto per un altro motivo, perché ci costringe a dibatterci su due punti:
1) Su quanto quella foto si avvicina all’immagine che abbiamo di noi stessi
2) Su quanto quella foto si avvicina all’immagine di noi stessi che vogliamo dare agli altri.

Oggi ho deciso di cambiare la foto del mio sito. Forse è solo voglia di cambiamento. E Forse la colpa è del nuovo progetto. Fatto sta che la foto di prima era diventata vecchia all’improvviso (poi magari un giorno ritorna giovane all’improvviso).
La nuova foto è stata scattata durante la (ri)presentazione del mio romanzo Dove danzano gli angeli al Le Trottoir di Milano (sono assieme al mio padrino, Andrea Pinketts). E’ una foto un po’ sgranata ma che mi piace particolarmente. Perché è molto calda. La foto di prima invece era più pulita ma più fredda, più distaccata. Adesso magari vi è salita la curiosità, volete vederla. Ma non lo farò (per il momento). Se no poi magari mi dite che la preferite a questa, mettendomi in crisi.